Il 23 maggio cade il 16° anniversario della strage di Capaci. Si moltiplicano le iniziative per ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i loro uomini di scorta.
La Rai - Sede regionale per la Sicilia lo farà a suo modo.Il 22 maggio alle 18 l'Auditorium si trasformerà in sala di proiezione per la visione di due documentari di valore storico realizzati dal giornalista Pippo Ardini. Il primo un reportage dedicato a Paolo Borsellino. L'altro "La catena umana" che raccoglie una testimonianza straordinaria , la versione integrale dell'incontro alla Biblioteca Comunale, nel corso del quale Paolo Borsellino parla di Giovanni Falcone, della strage, dei nemici , anche interni all'apparato giudiziario, del magistrato massacrato a Capaci. Un documento che rappresenta un lascito a tutti gli uomini che non si rassegnano al potere della mafia.
Il 21 maggio abbiamo ospitato la presentazione del libro di Francesco Renda e Antonio Riolo: "Liberare l'Italia dalle mafie" edito da Ediesse. L'appuntamento ha visto la partecipazione di uno straordinario pubblico che ha seguito con grande attenzione l'analisi lucida e allo stesso tempo appassionata dello storico. Di grande interesse anche le valutazioni del procuratore della Repubblica Messineo e le note preoccupate di Enrico Colajanni, presidente dell'associazione antiracket "Libero Futuro" . La discussione non poteva non coinvolgere il sindacato prima con Antonio Riolo , dirigente sindacale della CGIL e poi con Italo Tripi, segretario generale dello steso sindacato e la politica con il parlamentare Giuseppe Lumia, per tanti anni alla Commisione nazionale antimafia. Il pomeriggio ha avuto anche un momento di grande emozione quando il pubblico si è alzato in piedi per tributare un ricordo affettuoso a Giovanni Falcone, alla moglie, a Paolo Borsellino e a tutti gli uomini delle scorte dei due magistrati. Un applauso che si estende a tutte le vittime dell'interminabile conflitto fra le ragioni della civiltà e del diritto e la violenza e la sopraffazione dell'organizzazione criminale Cosa Nostra. Ma la giornata seppure bella ,sarebbe sterile se si esaurisse solo nella presentazione di un libro e non producesse un passo concreto verso quella che il professore Renda ha chiamato "l'utopia di una Sicilia e di un'Italia senza mafie". Una utopia che va intesa come orizzonte possibile sul quale concentrare le attività di tutti i soggetti della comunità civile, della politica e delle forze economiche. Un processo forse lungo che può e deve partire da una nuova commissione antimafia che analizzi il fenomeno mafia tentando di definire e comprendere il veleno che intossica molte regioni italiane e che ha impedito ,in oltre due secoli, di battere definitivamente non solo le manifestazioni criminali della mafia e le sue complicità nel sociale e nella politica ma anche la subcultura che rigenera i fenomeni e li rende capaci di resistere anche all'opposizione di uno stato forte.







