Per l'indisposizione di uno degli artisti siamo costretti a rinviare "Dentro y fuera" lo spettacolo di tango di Alessandra Bertolino Garcia, previsto per
domenica 11 gennaio alle 21.
Vi informeremo tempestivamente della nuova data

E qui di seguito in formato pdf ,quindi facilmente scaricabile e stampabile ,il programma di massima dei prossimi tre mesi . Buona lettura









in una delle sue più apprezzate performance:E’ stato distribuito in tutto il territorio nazionale e vanta persino un remix d’autore (Stylophonic). Adesso l’artista palermitano suonerà le canzoni del suo album inglese “BARBER SHOP” pubblicato dalla etichetta milanese Egomusic all’Auditorium della RAI di Viale Strasburgo, trasformato idealmente in una sala da barba come quella cui si ispira la copertina che da il titolo al suo secondo lavoro discografico, frutto della collaborazione con il produttore siciliano e dj Vincenzo Callea. Il musicista traccerà la storia di questo connubio e del suo curioso percorso “autorale” nel quale, accompagnato da un trio elettroacustico “vintage” cercherà di ripercorrere le atmosfere di questo lavoro, accolto con commenti lusinghieri dalla stampa di settore e definito “un interessante compromesso tra l’analogico e il digitale”. Sarà la chiave utilizzata per raccontarne la filosofia e che in versione “live” suonerà ancor di più “analogico” nel desiderio di privilegiare anche quella parte del processo creativo precedente al make-up elettronico ed alle manipolazioni in studio di registrazione. Una consapevole incursione nel passato, riconducibile alla vicenda artistica ed alla passione per le atmosfere folk di matrice americana con cui Mandreucci si è cimentato soprattutto agli inizi della propria esperienza proprio con una band chiamata “Barber Shop Country and Blues Band”.
MARCELLO MANDREUCCI – voce, chitarre acustiche
MAURIZIO SDEGNO – chitarre, computer programming
FILIPPO RIZZO – basso elettrico, direzione musicale
PEPPE ARNETTA – percussioni
in "Sonikete Flamenco Sefardi".
Alejandra Bertolino Garcia Voce - Cajon - Harmonium
Romina Denaro Basso elettrico
Rosalyn Mazzola Baile Flamenco
Silvio Natoli Oud - Viella & Chitarra classica
Sonikète è un inusuale sodalizio musicale, strumentale, lucente, arioso, aperto, animato, appassionato e gioioso il cui flusso di suoni, immagini, cadenze, melodie richiamano e creano il clima, gli stati e la densità della tipica anima Andalusa.
Si tratta di un concerto entusiasmante sia per l’altissima qualità tecnica e artistica dei musicisti e delle personalità in campo, come per la travolgente particolarità della musica (il Cante Sefardì): ricercata, passionale, alta e popolare, moderna e antichissima, emotiva e virtuosistica alcontempo.
La storia insegna quanto le necessità e le espressioni dell’uomo, nel suo lungo cammino, hanno trovato equilibrio, sintesi e pienezza attingendo da diverse culture quando queste hanno saputo e voluto convivere.
Uno di questi linguaggi ed espressione commovente dell’Erranza è il Cante Sefardì, del popolo ebraico scacciato nel 1492 dalla Spagna e 98 dal Portogallo, che esprime tutto l’ardore e la disperazione di un popolo in fuga dalla persecuzione e speranza di costruire una nuova e migliore vita.
Il canto come celebrazione o invocazione che trasforma l’interprete in tramite tra la collettività e il Dio della provvidenza.
La musica unisce, gli usi separano. Dall’unione nasce l’amicizia tra gli uomini. La musica è gioia.
Per questo concerto, perseguendo il nostro interesse per le culture dell’Erranza, ci siamo lasciati ispirare e abbiamo preso in prestito il titolo da uno degli scritti di San Giovanni della Croce perché alcuni elementi della nostra ricerca e lavoro evidenziavano molte similitudini.
San Giovanni della Croce, uno dei maggiori mistici cristiani, è stato, come sapete, una delle massime espressioni del movimento carmelitano.
Movimento sviluppatosi per Erranza in diversi paesi del Mediterraneo.
Le Canzoni tra l’anima e lo sposo di Giovanni – da cui abbiamo tratto ispirazione – sono la testimonianza di quella fiamma. Sulla scia della donna del Cantico dei cantici, egli corre per monti e valli, superando ostacoli, continuando in quella ricerca che alla fine non approderà al vuoto ma all’incontro. Credere è cercare, sperare e tenere alta la fiaccola dell’amore. E tuttavia per vincere la forza degli appetiti sensitivi non basta che l’anima ami semplicemente il suo Sposo, ma si richiede che arda d’amore ansioso per lui.
Il Natale è festa della nuova Luce. Il natale non è l’anniversario di una data precisa, ma la manifestazione di una realtà, l’incarnazione in terra del Figlio di Dio che porta agli uomini, con la speranza della salvezza, una Luce Nuova.
Allora abbiamo immaginato il Natale come la “notte oscura”: parole che sembrerebbero evocare la sofferenza, il senso di solitudine e di abbandono, anche da parte di Dio, ma come per Giovanni della Croce, quella notte diviene la via maestra che dischiude alla luce e dunque felice perché infiamma d’amore.
Vogliamo cantare la ricerca di questo amore utilizzando la musica della Speranza Sefardì e leespressioni poetiche di alcuni dei poeti a noi più cari (Mario Luzi, Alda Merini, R.Tagore, Kidana Mehrat e Turoldo).
Un concerto dunque che è un canto d’amore, un inno alla speranza, perché, come Giovanni della Croce ha scritto: “Bisogna sapere che, se l’anima cerca Dio, molto più il suo Amato cerca lei”.