Qualcuno di voi ricorderà che lo scorso anno abbiamo presentato in anteprima un video su Camilleri e abbiamo avuto il piacere di ascoltare lo scrittore parlare dei suoi libri.
Adesso a quasi un anno di distanza torniamo ad occuparci di Camilleri/montalbano ma in maniera assolutamente inattesa. Lo facciamo con un libro di Guglielmo Trincanato “Aspettando Montalbano” dell'editore Medinova.Non voglio dirvi nulla della trama se non le poche righe che accompagnano la sinossi dell'editore. La potete leggere qui di seguito. Il libro verrà presentata da Agata Gueli, Piero Fagone, Giancarlo Macaluso e dal sottoscritto.
Un cordiale saluto e ci vediamo giovedì 2 aprile alle 17,30 ...aspettando Montalbano.
Non è facile inserire in uno specifico genere letterario il racconto“Aspettando Montalbano”.
Noir? Divertissement? Racconto surreale?. Forse un po’ tutto questo.
La storia segue le vicende di un Circolo culturale siciliano intitolato a “Luigi Pirandello” i cui soci amano discutere - tra allusioni più o meno esplicite - di politica, di donne e di letteratura siciliana.
La “normalità” del Circolo è però scossa da alcuni soci intenzionati a revocare l’intitolazione a Pirandello ed assegnarla a un altro scrittore agrigentino: Leonardo Sciascia, considerato più “moderno” e più vicino alle tematiche della Sicilia contemporanea.
In poco tempo il confronto coinvolge le comunità di Porto Empedocle (pro Pirandello) e di Racalmuto (pro Sciascia), assumendo toni sempre più violenti.
L’unica soluzione sembra così quella di chiamare come arbitro, per un parere autorevole e disinteressato, Andrea Camilleri, empedoclino e amico di Sciascia.
Incautamente Camilleri acconsente a fare da arbitro …
Essendo il racconto anche un noir crediamo sia giusto non svelare il finale, limitandoci ad avvisare il lettore nel non dare scontato nulla.
Il vero protagonista di “Aspettando Montalbano” è la Letteratura siciliana. Una Letteratura viva, che divide i soci del Circolo e che viene spesso da loro discussa e manipolata per le proprie vicende personali. Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri sono inconsapevoli protagonisti di una storia della Sicilia di oggi orgogliosa e al tempo stesso diffidente, verso chi ne ha svelato vizi e virtù.
Adesso a quasi un anno di distanza torniamo ad occuparci di Camilleri/montalbano ma in maniera assolutamente inattesa. Lo facciamo con un libro di Guglielmo Trincanato “Aspettando Montalbano” dell'editore Medinova.Non voglio dirvi nulla della trama se non le poche righe che accompagnano la sinossi dell'editore. La potete leggere qui di seguito. Il libro verrà presentata da Agata Gueli, Piero Fagone, Giancarlo Macaluso e dal sottoscritto.
Un cordiale saluto e ci vediamo giovedì 2 aprile alle 17,30 ...aspettando Montalbano.
Non è facile inserire in uno specifico genere letterario il racconto“Aspettando Montalbano”.
Noir? Divertissement? Racconto surreale?. Forse un po’ tutto questo.
La storia segue le vicende di un Circolo culturale siciliano intitolato a “Luigi Pirandello” i cui soci amano discutere - tra allusioni più o meno esplicite - di politica, di donne e di letteratura siciliana.
La “normalità” del Circolo è però scossa da alcuni soci intenzionati a revocare l’intitolazione a Pirandello ed assegnarla a un altro scrittore agrigentino: Leonardo Sciascia, considerato più “moderno” e più vicino alle tematiche della Sicilia contemporanea.
In poco tempo il confronto coinvolge le comunità di Porto Empedocle (pro Pirandello) e di Racalmuto (pro Sciascia), assumendo toni sempre più violenti.
L’unica soluzione sembra così quella di chiamare come arbitro, per un parere autorevole e disinteressato, Andrea Camilleri, empedoclino e amico di Sciascia.
Incautamente Camilleri acconsente a fare da arbitro …
Essendo il racconto anche un noir crediamo sia giusto non svelare il finale, limitandoci ad avvisare il lettore nel non dare scontato nulla.
Il vero protagonista di “Aspettando Montalbano” è la Letteratura siciliana. Una Letteratura viva, che divide i soci del Circolo e che viene spesso da loro discussa e manipolata per le proprie vicende personali. Pirandello, Sciascia, Tomasi di Lampedusa e Camilleri sono inconsapevoli protagonisti di una storia della Sicilia di oggi orgogliosa e al tempo stesso diffidente, verso chi ne ha svelato vizi e virtù.












