sabato, 31 maggio 2008
Vincent Schiavelli


Vincent Schiavelli
Sabato 31 maggio alle ore 18
La Rai ricorda  il grande attore italoamericano Vincent Schiavelli con la proiezione di due video.
Il primo racconta l’arrivo dell’attore in Sicilia, il suo insediamento a Polizzi, sulle Madonie, i suoi incontri con i polizzani e la sua quotidianità , la “bella vita” scoperta nella cittadina e vissuta fra il 1998 e il 2005. A Polizzi Schiavelli aveva trovato un perfetto equilibrio fra la sua dimensione personale e quella artistica, vissute entrambe con intensa passione e un profondo amore per la terra dei suoi avi.
Il secondo video “La signora ha rimesso il cappello” racconta l’esperienza umana di Katya Vitale, la compagna siciliana di Vincent Schiavelli. Vi si narra, attraverso un’azione scenica fantastica, il ritorno alle origini della stessa autrice che a 19 anni aveva lasciato la sua terra e che l’esempio del grande attore italoamericano aveva convinto a far ritorno. Polizzi è tutt'altro che lo scenario di questa scelta. Anzi l'umanità dei suoi abitanti, la ricchezza delle loro vite pur nella semplicità di un paese lontano dalle grandi metropoli appaiono determinanti nella svolta dell'esistenza della protagonista-regista. Polizzi inoltre nel filmato appare come un gioiello da valorizzare e salvaguardare per il quale spendere una parte della propria esistenza e del proprio impegno.

E domenica 1 giugno alle 21 concerto in memoria di Giuseppe Leopizzi. Amici e musicisti, fra i quali il gruppo degli Aes Dana eseguono alcuni dei  brani più noti e di successo del chitarrista palermitano.
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venerdì, 30 maggio 2008
IL TEATRO e la PSICHE

Il 30 maggio alle ore 21
  va in scena “
Doppiamente” spettacolo in forma di teatro-concerto di Rosalia Billeci (voce recitante e cantante) Nicola Marchese (chitarra), Samuel Gyanfi (percussioni e voci). L’incontro fra indagine psicologica e espressione artistica è il tema centrale di questo concerto. La protagonista è  una donna che si muove alla ricerca della sua anima perduta attraverso le tappe del percorso psicoterapeutico che la porterà ad un nuovo equilibrio interiore. Le musiche e i testi sono originali. Rosalia Billeci travasa nello spettacolo la sua esperienza di medico psicoterapista. L’obiettivo della sua azione è quello di far ricorso a varie forme di drammatizzazione utili a stimolare una analisi del vissuto dei pazienti.

Domani sabato 31 maggio alle 18 omaggio all'attore italoamericano  Vincent Schiavelli
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giovedì, 29 maggio 2008

Un Andrea Camilleri a tutto campo quello visto ieri all'Auditorium della RAI nel bel documentario del regista belga  André Buytaers "Camilleri alla siciliana". Un racconto per immagini della sua vita dall'infanzia e l'adolescenza fino alla maturità professionale e al successo di scrittore e una riflessione pacata, ironica,ma non per questo meno carica di passione civile dei mali che affliggono la terra tanto amata e fonte della sua ispirazione. La mafia innanzitutto, il racket del pizzo, la cattiva amministrazione, l'assenza di senso civico, la devastazione del territorio. Un documentario imperdibile che ieri  è stato presentato in anteprima in Sicilia ed è stato programmato già in Francia. L'auspicio è che anche le televisioni italiane possono acquisirne i diritti e trasmetterlo magari ,come immagina il Camilleri Fans Club e lo stesso regista in occasione di una "Serata Camilleri" da promuovere in occasione delle nuove fiction tratte dai romanzi che hanno come protagonista Montalbano.

E cambiamo argomento per darvi conto dei tre appuntamenti all'Auditorium di questo fine settimana: Eccoli

·        30 maggio ore 21  in scena “Doppiamente” spettacolo in forma di teatro-concerto di Rosalia Billeci (voce recitante e cantante) Nicola Marchese (chitarra), Samuel Gyanfi (percussioni e voci). L’incontro fra indagine psicologica e espressione artistica è il tema centrale di questo concerto. La protagonista è  una donna che si muove alla ricerca della sua anima perduta attraverso le tappe del percorso psicoterapeutico che la porterà ad un nuovo equilibrio interiore. Le musiche e i testi sono originali. Rosalia Billeci travasa nello spettacolo la sua esperienza di medico psicoterapista. L’obiettivo della sua azione è quello di far ricorso a varie forme di drammatizzazione utili a stimolare una analisi del vissuto dei pazienti.
·        31 maggio ore 18.   La Rai rende omaggio al grande attore italoamericano Vincent Schiavelli con la proiezione di due video.Il primo racconta l’arrivo dell’attore in Sicilia, il suo insediamento a Polizzi, sulle Madonie, i suoi incontri con i polizzani e la sua quotidianità , la “bella vita” scoperta nella cittadina e vissuta fra il 1998 e il 2005. A Polizzi Schiavelli aveva trovato un perfetto equilibrio fra la sua dimensione personale e quella artistica, vissute entrambe con intensa passione e un profondo amore per la terra dei suoi avi.
Il secondo video “La signora ha rimesso il cappello” racconta l’esperienza umana di Katya Vitale, la compagna siciliana di Vincent Schiavelli. Vi si narra, attraverso un’azione scenica fantastica, il ritorno alle origini della stessa autrice che a 19 anni aveva lasciato la sua terra e che l’esempio del grande attore italoamericano aveva convinto a far ritorno. Polizzi appare come un gioiello da valorizzare e salvaguardare per il quale spendere una parte della propria esistenza e del proprio impegno.
·        1 giugno ore 21. Omaggio a Giuseppe Leopizzi. Al grande chitarrista scomparso i compagni di tanti concerti , la moglie e gli amici dedicano una serata – concerto. il programma  prevede la proiezione di un video che ripercorre tutta la carriera di Giuseppe, con brani tratti da trasmissioni televisive e da riprese di concerti dal vivo. Sarà presentata anche  la ristampa in cd (per l'etichetta Folkclubethnosuoni) del primo vinile degli Aes Dana " The Far Coasts of Sicily " (1987) in cui è stata inserita, come voleva fare Giuseppe, la versione di Lord Franklin, cantata , suonata  e registrata dal vivo il 13 giugno 1983 durante il primo concerto degli AES DANA, assieme ad altri due inediti; per questo il cd si intitola (come già aveva deciso lo stesso Giuseppe Leopizzi) THE FAR COASTS ...& LOST TRACKS. Sono passati venticinque anni dal primo concerto degli Aes Dana.La ristampa oltre che alla memoria di Giuseppe Leopizzi e Roberto Pitruzzella che erano l'anima del gruppo , è dedicata a tutti i musicisti che hanno suonato negli anni con gli Aes Dana. All’Auditorium si alterneranno vari  amici artisti che hanno condiviso con Leopizzi il suo percorso musicale e che eseguiranno brani rappresentativi del repertorio dell’artista.
La serata si concluderà con la partecipazione degli  Aes   Dana che suoneranno  alcun brani dal loro repertorio, tra cui "Frontiera".
 

   

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lunedì, 26 maggio 2008
Mercoledì 28 maggio 2008 alle 21.00
 
Presentazione del film di André Buytaers "Camilleri alla siciliana".Salvatore Ferlita parlerà del film e dello scrittore padre di Montalbano.L'iniziativa è della Rai e del Camilleri fans clubcamilleriallasiciliana
 
E’ con grande piacere che vi do comunicazione della proiezione del film su Andrea Camilleri realizzato dal regista belga Andrè Buytaers. Non solo perché sono fra i lettori più accaniti e affezionati dello scrittore ma anche perché sono un estimatore delle sue battaglie civili espresse sempre con grande passione e senza riserve. Purtroppo Andrea Camilleri non potrà partecipare. Ma in qualche modo ci sarà. Lascio un po’ di suspense perché non voglio rivelarvi nulla sul contenuto del film e della serata. Spero di vedervi numerosi anche perché si tratta della prima visione del film. Qui di seguito potete trovare una sintesi dell’incontro fra il regista e Camilleri tratto dal sito del Camilleri Fans Club presieduto da Filippo Lupo. Spero di vedervi numerosi .
 
 
UN INCONTRO
Non ci avevo mai pensato: alla forma dell'acqua  fino al giorno in cui ho ricevuto in regalo un piccolo libro blu della collezione "Fleuve Noir". Il titolo era La forma dell'acqua. Sulla copertina c'erano una grande macchia rossa come il sangue e il ritratto tagliato in due di un uomo strano dai grandi occhiali rettangolari. Era l'autore, un vecchio siciliano dall'occhio malizioso: Andrea Camilleri. Ma è stato il sottotitolo a colpirmi più di tutto: Così si vive e si muore in Sicilia. Subito, dalla prima pagina, sono entrato nell'universo del commissario Montalbano e, subito, ho avuto la certezza che ci sarei rimasto a lungo.
Non ero pronto a leggere le opere originali di Camilleri, scritte in parte in dialetto siciliano. Allora, aspettavo le traduzioni francesi che, fortunatamente per il lettore avido, arrivavano puntualmente. Racconti storici e gialli si alternavano lungo le stagioni e poco a poco Andrea Camilleri si fece spazio negli scaffali della mia libreria.
Certo mi piaceva ritrovare la terra di Sicilia, da lui descritta così bene, ma a me piaceva soprattutto la compagnia dei personaggi che mi facevano sentire "in famiglia". Ad ogni pagina mi aspettavo di esser invitato da Montalbano alla trattoria San Calogero o dalla sua domestica Adelina, per una bella mangiata d'arancini.
Da un viaggio in Italia all'altro, avevo sempre un Camilleri nei bagagli. Ero perfino riuscito ad impadronirmi della lettura dell'edizione originale.
Volevo girare un documentario sullo scrittore Camilleri. Quando gli e lo abbiamo proposto quasi quasi il dottore si addormentava ascoltandomi. Ovviamente, non aveva nessuna voglia di parlare di sé. Eppure, l'idea di un film gli andava bene. Allora?
In quel momento, l'acqua ha preso una forma nuova. Tornando all'articolo sulla siccità, il soggetto del film è emerso del tutto. Avremmo parlato della Sicilia, non quella degli altri ma della sua. Allora l'occhio di Camilleri si accese e i racconti si concatenarono. Era diventato inesauribile. L'ascoltavo religiosamente prendendo appunti su appunti. In questo studio, sono stato il primo spettatore del mio film.
Avevo scoperto un vero narratore.
I soggetti erano numerosi, anche troppi. Mi conveniva ora selezionarli e scegliere quelli che ci rivelavano anche l'anima dello scrittore.
Per vari mesi, numerosi fax hanno fatto il viaggio fra Roma e Bruxelles e dopo qualche incontro sono riuscito ad elaborare la sinossi.
Oggi Andrea Camilleri è ottantenne. Il tempo scorre fra le sue parole come sabbia bianca di Sicilia. E lui se ne rende conto. Oggi questa coscienza del tempo occupa la sua opera e la sua vita. Ha deciso di riservare al documentario una parte del suo tempo, per lui, così prezioso.
Filmare, dar vita alla Sicilia di Camilleri era una sfida magnifica ma con l'aiuto del dottore e dei suoi consigli, il compito mi sembrava a portata di telecamera. Certo, è un documentario immaginario ma, nello stesso tempo, molto reale. Come nei romanzi di Camilleri, il tono è semplice, diretto e s'indirizza al grande pubblico.
Perché ciò che affascina è la semplicità dello scrittore insieme all'intelligenza del contenuto e "Camilleri alla siciliana" ha la forma esatta dell'acqua come la vede Camilleri.
André Buytaers
 
http://auditorium.splinder.com
http://www.vigata.org/attivita/camilleriallasiciliana.shtml
http://www.bela.be/authorsDetail.aspx?authorid=970005530
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lunedì, 26 maggio 2008
Martedì 27 maggio alle 11
Il coro dei  bambini di Brancaccio  eseguono all'auditorium della RAI Brundibar . Un’iniziativa degli Amici della Musica di altissimo valore sociale e civile.
Qui di seguito trovate una scheda sull’opera e sul significato dell’operazione.
 
 
Brundibár (ossia ³Calabrone²) è un¹opera teatrale per ragazzi realizzata dal compositore ceco Hans Krása (1899-1944) e rappresentata innumerevoli volte nel ghetto ebraico di Theresienstadt, alle porte di Praga. Il soggetto, firmato dal drammaturgo Adolf Hoffmeister, racconta la storia di due fratellini ­ Pepicek e Aninka ­ che si recano al mercato per comprare un po¹ di latte per la madre ammalata. Per raccogliere i soldi necessari, decidono di cantare una canzone chiedendo un¹offerta ai passanti. Purtroppo, però, le loro voci vengono sommerse dai rumori della piazza e i due bambini vengono scacciati da un prepotente suonatore d¹organetto di nome Brundibár. Con l¹aiuto di tre animali parlanti (un passero, un gatto e un cane), i due fratellini riescono tuttavia ad allearsi con gli altri bambini del quartiere. Unendo le loro voci, potranno far sentire le loro canzoni, mettendo in fuga il malvagio Brundibár.
L¹opera si conclude con una sorta di ³marcia trionfale² dei bambini, ed è chiaro che per le centinaia di piccoli spettatori che assistettero allo spettacolo, fra il 1943 e il 1944, questa semplice storia assumeva anche un carattere simbolico e di forte risonanza emotiva: "Quando cantavamo", ha dichiarato uno dei sopravvissuti del ghetto, "dimenticavamo la fame e il luogo in cui ci trovavamo. Il canto di vittoria finale ci faceva che saremmo sopravvissuti". In realtà, la gran parte dei bambini di Theresienstadt, e anche lo stesso compositore dell¹opera, sarebbero stati in seguito deportati ad Auschwitz. Per una serie di fortunate circostanze, l¹autografo di Brundibár è stato tuttavia rinvenuto dopo la fine delle Guerra e quel piccolo capolavoro di Hans Krása è diventato oggi una delle opere per ragazzi più famose e rappresentate nel mondo.
 
L¹idea di costituire a Brancaccio, lo scorso autunno, un laboratorio musicale diretto dal pianista Riccardo Scilipoti e finalizzato proprio allo studio e all¹allestimento di Brundibár, nasce dal desiderio degli Amici della Musica di estendere sempre più la loro attività verso l¹ambito del sociale e si avvale del fondamentale apporto del Centro Padre Puglisi guidato da Padre Mario Golesano e del Rotary Club ³Palermo-Nord² presieduto da Girolamo Sparti. In questi mesi il laboratorio musicale si è trasformato anche in laboratorio educativo finalizzato allo sviluppo da parte dei bambini del senso di responsabilità e del rispetto delle regole, elementi fondamentali per la musica e soprattutto per la vita quotidiana in un quartiere difficile come Brancaccio.
In occasione della Giornata della Memoria del 2009 (27 gennaio), l¹Associazione  AMICI DELLA MUSICA prevede di realizzare un allestimento completo dell¹opera sul palcoscenico del Politeama Garibaldi. In vista di tale appuntamento e a conclusione di una prima fase di studio della partitura, i 20 bambini del Centro Padre Puglisi realizzeranno un¹esecuzione in forma di concerto presso l'Auditorium della sede RAI di Palermo, nella data di martedì 27 maggio 2008 (ore 11).
 
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giovedì, 22 maggio 2008

Volevo segnalarvi che venerdì 23 maggio alle 7.33 su Rainews 24 andrà in onda una inchiesta sui drammatici fatti del '92 a cura di Flaviano Masella e Maurizio Torrealta . Il reportage è anche  in chiaro su Rai 3 alla stessa ora.


In memoria delle vittime di Capaci e via D'Amelio

Puntata speciale dell'inchiesta in occasione del sedicesimo anniversario della strage di Capaci dove persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro

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mercoledì, 21 maggio 2008

falcone-borsellino-Il 23 maggio cade il 16° anniversario della strage di Capaci. Si moltiplicano le iniziative per ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e i loro uomini di scorta.

La Rai - Sede regionale per la Sicilia lo farà a suo modo.Il 22 maggio alle 18 l'Auditorium si trasformerà in sala di proiezione per la visione di due documentari di valore storico realizzati dal giornalista Pippo Ardini. Il primo  un reportage dedicato a Paolo Borsellino. L'altro "La catena umana" che raccoglie una testimonianza straordinaria , la versione integrale dell'incontro alla Biblioteca Comunale, nel corso del quale Paolo Borsellino parla di Giovanni Falcone, della strage, dei nemici , anche interni all'apparato giudiziario, del magistrato massacrato a Capaci. Un documento che rappresenta un lascito a tutti gli uomini che non si rassegnano al potere della mafia. 

Il 21 maggio abbiamo ospitato la presentazione del libro di Francesco Renda e Antonio Riolo: "Liberare l'Italia dalle mafie" edito da Ediesse. L'appuntamento ha visto la partecipazione di uno straordinario pubblico che ha seguito con grande attenzione l'analisi lucida e allo stesso tempo appassionata dello storico. Di grande interesse anche le valutazioni del procuratore della Repubblica Messineo e le note preoccupate di Enrico Colajanni, presidente dell'associazione antiracket "Libero Futuro" . La discussione non poteva non coinvolgere il sindacato prima con Antonio Riolo , dirigente sindacale della CGIL e poi con Italo Tripi, segretario generale dello steso sindacato e la politica con il parlamentare Giuseppe Lumia, per tanti anni alla Commisione nazionale antimafia. Il pomeriggio ha avuto anche un momento di grande emozione quando il pubblico si è alzato in piedi per tributare un ricordo affettuoso a Giovanni Falcone, alla moglie, a Paolo Borsellino e a tutti gli uomini delle  scorte dei due magistrati. Un applauso che si estende a tutte le vittime dell'interminabile conflitto fra le ragioni della civiltà e del diritto e la violenza e la sopraffazione dell'organizzazione criminale Cosa Nostra. Ma la giornata seppure bella ,sarebbe sterile se si esaurisse solo nella presentazione di un libro e non producesse  un passo concreto verso quella che il professore Renda ha chiamato "l'utopia di una Sicilia e di un'Italia senza mafie". Una utopia che va intesa come orizzonte possibile sul quale concentrare le attività di tutti i soggetti della comunità civile, della politica e delle forze economiche. Un processo forse lungo che può e deve partire  da una nuova commissione antimafia che analizzi il fenomeno mafia tentando di definire e comprendere il veleno che intossica molte regioni italiane e che ha impedito ,in oltre due secoli, di battere definitivamente non solo le manifestazioni criminali della mafia e le sue complicità nel sociale e nella politica ma anche la subcultura che rigenera i fenomeni e li rende capaci di resistere anche all'opposizione di uno stato forte.

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lunedì, 19 maggio 2008
Mercoledì 21 maggio alle 17,30 presso l’Auditorium della Rai sarà presentato il più recente libro dello storico e professore emerito dell’Università di Palermo Francesco Renda: “Liberare l’Italia dalle mafie” edito da Ediesse. Il volume raccoglie una intervista di Antonio Riolo allo studioso  e 12 disegni di Bruno Caruso. Parleranno del tema oltre ad Antonio Riolo e al sottoscritto il procuratore della Repubblica di Palermo, Francesco Messineo e il presidente dell’Associazione antiracket “Libero Futuro” Enrico Colajanni.
Spero che possiate seguire l’avvenimento che si tiene in una settimana particolarmente importante, quella in cui cade l’anniversario della strage di Capaci.
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Liberare l’Italia dalle mafie
Presentazione del libro di Francesco Renda
 
Più che un saggio storico e politico, la conversazione tra lo storico Francesco Renda e il dirigente della Cgil Sicilia Antonio Riolo vuol essere innanzitutto un appello. Il libro di Renda non parla del cosa fare o del come fare. Piuttosto, pone l’esigenza di un’idea, di un’idea forte che il governo, i partiti, le associazioni economiche, sociali e religiose sono chiamati a recepire: liberare l’Italia dalle mafie.
 
Nel 1998 Renda diede alle stampe un libro sulla mafia. Ora, a dieci anni di distanza, lo storico ritorna sul tema. E lo fa aggiornando la sua analisi, ripercorrendo le tappe più significative della storia diCosa Nostra – dal latifondismo ai traffici internazionali – e definendo una vera e propria morfologia della mafia dei nostri giorni: dalla mafia dei pizzini e del controllo del territorio a quella che lo storico chiama mafia-mafia, l’ala non militare di Cosa Nostra fatta di sostegni, coperture, aiuti esterni. E avanza una proposta: che la liberazione dell’Italia dalle mafie diventi un imperativo per tutti gli attori politico-sociali.
 
Il 21 maggio l’autore ne discuterà insieme a Enrico Colajanni, presidente dell’Associazione antiracket «Libero futuro», Salvatore Cusimano, direttore della RAI sede regionale per la Sicilia, Francesco Messineo, procuratore della Repubblica di Palermo, Antonio Riolo, dirigente della CGIL Sicilia. L’attrice Stefania Sperandeo leggerà brani del libro.
 
 
Quella che Renda propone nel suo ultimo libro è una vera e propria utopia. Ma non intesa come ou-topos, come essere liberi dalle mafie in un non-luogo, in un paese inesistente, bensì come eu-topos, come essere liberi dalle mafie in un paese felice. Un’utopia che per farsi davvero concreta deve propagarsi ed essere agita in tutti gli ambiti della società italiana.
 
L’azione giudiziaria può svolgere un ruolo di primo piano. Ma non può essere lasciata sola. Occorre una liberazione politica, prima di tutto. Occorre l’impegno delle istituzioni, dell’opinione pubblica, dei media per prosciugare il mare di consensi e di connivenze, per spezzare la politica dei cannoli. La mafia è forte perché è politica, prima di ogni altra cosa. Ciò che serve, spiega Renda, è un’insurrezione della società: è nella mobilitazione generale, delle coscienze in prima battuta, nel vissuto sociale e nell’agire politico, in secondo luogo, che risiede la possibilità di sconfiggere e debellare la mafia: «finiti i rapporti con la società, con la politica, con le istituzioni e il potere finisce la mafia, e rimane solo la delinquenza comune organizzata». Per questo è necessario che la liberazione dalle mafie venga posta al primo posto dell’agenda politica. 
 
Ma oltre all’utopia, Renda avanza due proposte. Aprire una nuova inchiesta parlamentare sulle mafie e sulla loro diffusione nel Paese e indire una giornata nazionale dalla liberazione dalle mafie; chissà che con il tempo non finisca per assumere la stessa imponenza del Primo Maggio.
 
 
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domenica, 18 maggio 2008
Si replica oggi,domenica,alle 18,15 Aladino di tutti i colori il fortunato spettacolo di Mimmo Cuticchio dedicato a piccoli e grandi di tutte le etnie.
La rappresentazione è forse la più "cinematografica" fra le produzioni di Mimmo Cuticchio. Con frequenti cambi di scena, un ritmo sostenuto e una maestria nei colpi ad effetto che costituisce ancora una grandissima forza del teatro tradizionale ed artigianale dei pupi e allo stesso tempo una fonte inesauribile di stupore per il pubblico.Scaled Image
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giovedì, 15 maggio 2008
Da sabato 17 maggio (alle 21) torna "Aladino di tutti i colori " la favola messa in scena già lo scorso anno da Mimmo Cuticchio con la collaborazione di Yousif Latif Jaralla, l'attore e  cantastorie iracheno che vive e opera a Palermo. Lo spettacolo è uno dei più suggestivi della produzione di Cuticchio. Nasce da una doppia esigenza: da una parte portare l'arte antica del cunto fra le nuove comunità multietniche che vivono ormai a contatto di gomito nelle nostre città. L' obiettivo è quello di favorire il dialogo senza accentuare le differenze fra le culture. In secondo luogo la compagnia ha così potuto far conoscere i pupi e la ricchezza della loro tradizione anche in quei paesi dove le gesta dei paladini potrebbero suonare come una sorta di provocazione. Aladino è invece una favola per tutti. Lo scontro non è fra mori e cristiani, ma fra il bene e il male, fra l'egoismo e l'amicizia e gli affetti. Aladino di tutti i colori non risparmia colpi di scena dei quali non è opportuno anticipare nulla. La narrazione scorre fra cambi di quadri, nell'alternanza fra il teatrino classico  e la scena aperta, nel passaggio lieve, quasi una dissolvenza, fra gli attori e i pupi che li rappresentano. Insomma "il genio" Cuticchio ancora una volta centra il bersaglio e lo vedrete osservando lo sguardo stupito dei vostri figli e nipoti.
L'appuntamentio dunque è per sabato alle 21 come vi ho già detto. La replica domenica alle 18,15. Lunedì invece ci sarà lo spettacolo per le scolaresche.
Ricordate che bisogna chiamare l'Associazione figli d'arte Cuticchio per prenotare posto e biglietto.IMG_2847

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